sabato 24 luglio 2010

NINA


NINA



Questa è la storia di una bambina che si chiama Giovannina, ma che tutti chiamano Nina. Nome che le si addice molto, in quanto è anche minuta e piccolina.



Nina abita con tutta la sua famiglia in una fattoria lontano dal rumoroso paese ed è circondata da tanti animali.

Ha anche tre fratelli tutti più grandi di lei: Giacomino di dieci anni, Filiberto di otto, Carletto di sette, Nina ha cinque anni, l’ultima della nidiata, come dice spesso mamma Adalgisa e papà Umberto.

Vivono immersi nella natura, c’è tanto spazio, tanti alberi, tanti animali, ed ognuno, nella sua famiglia svolge un compito. A lei tocca andare a pascolare le quattro oche.


Sono oche molto particolari: belle, con piume bianche e soffici, un becco aristocratico e occhi svegli e attenti. In più hanno anche un grosso difetto: sono pettegole! Eh sì, cari ragazzi, Nina riesce a parlare con le oche, ma non solo, pensate un po’, capisce tutte le lingue degli animali.

Naturalmente tutti gli animali di Nina hanno un nome e per le sue oche ha scelto nomi adatti al carattere di ognuna. C’è Sofficina, con piume meravigliose che brillano al sole quando esce dall’acqua; c’è Lunetta perché ha sempre l’aria stralunata e un po’ persa; c’è Clotilde quella che sa sempre tutto di tutti e non tiene mai il becco chiuso; e poi c’è la sua preferita Giretta, che le sta sempre vicino perché è molto timida e paurosa.

Oggi, che è una bella giornata di sole, Nina porta le sue oche allo stagno e canta contenta perché c’è il sole che splende. La sua gatta Rosmina e il cane Bluf le fanno compagnia.

“Basta cantare così forte” le dice Clotilde, “devo raccontare le ultime novità della fattoria e voglio che mi ascoltiate tutti.” Allunga il collo e si guarda intorno per essere sicura che tutti la stiano ascoltando. Bisogna darle retta altrimenti si mette a starnazzare per delle ore dando fastidio a tutti. Nina ormai la conosce bene e sa che deve sopportare le sue chiacchiere. Ma intanto si avvicinano allo stagno e lei potrà perdersi nei suoi pensieri mentre le quattro oche fanno il bagno.

“Va bene Clotilde, che cos’hai da raccontarci?”

“Questa notte ci sono stati tanti tuoni,
e i topi si sono nascosti nei covoni.
La civetta è salita sopra il tetto
Ed ha gufato tutta notte per diletto.
La cavalla non ha fatto che russare
E anche i ragni son dovuti scappare.
La gallina con la testa sotto l’ala
Non ha fatto che litigare con la cicala.
Il pipistrello volava tutto solo
Spaventando le lucciole col suo volo.
E all’alba quando il sole ha rosseggiato
Tutti svegli intorno al caseggiato.”

“Clotilde, ma tu non hai dormito? Come hai fatto a vedere tutto questo?”

“Clotilde ha dormito ed ha russato,
tutto questo lo ha solo immaginato”.

“Beh, mie care io non russo, son di penne aristocratiche io, non sono come voi povere campagnole ignoranti”.

Intanto Clotilde zampetta verso lo stagno con fare sdegnato ed aria di superiorità ma, Lella, la mucca più bella, è passata proprio da lì ed ecco che … swish Clotilde cade proprio dentro una grossa e calda cacca ed il suo pelo così bello e morbido si inzuppa.




Tutti ridiamo, anche i passerotti che hanno ascoltato la sua storia si sono messi a volare in cerchio sopra di lei e ridono e chiamano anche le rondini e tutti ridono ancora più forte.

Si avvicina la timida Giretta, sempre sbeffeggiata perché piccola e spennacchiata. Guarda la Clotilde che si da sempre tante arie e le dice:
“Io non so parlare in rima, non sono bella come te, non mi impiccio delle faccende degli altri, sono la più piccola ma almeno non ho la puzza sotto al becco, invece la tua di puzza, la sentono tutti, forse è meglio se ritorni ad essere un’oca come tutte noi. Vieni andiamo a lavarci, facciamo le oche e lasciamo che ognuno faccia quello che la natura ha scelto per lui”.



Tutte e quattro le oche di Nina zampettano di corsa verso l’acqua per cancellare la puzza di Clotilde che ora, ha capito che un’oca è solo un’oca e nella fattoria ognuno riprende i propri compiti.